lunedì 30 aprile 2007

Blog un po' smorto...

Direi che questo blog ha bisogno di un po' di colori. Va bene i lavori di gruppo, ma questo blog dovrebbe raccogliere molto di più.
Ora vedo che ho in archivio....

martedì 24 aprile 2007

Operazione "MANI PULITE"

Come prima esperienza di gruppo abbiamo deciso di analizzare tre diversi modelli di asciugamani elettronici.

MODELLO A: Asciugatore elettronico a bottone (push)

Scopo: Asciugarsi le mani

Intenzione: Avvicinarsi all’apparecchio e trovare il meccanismo per far fuoriuscire l’aria.

Piano d’azione: L’apparecchio è dotato di un bottone che intuitivamente porta Katia a premerlo, invita ad una certa modalità d’uso dell’oggetto. Si tratta di un chiaro esempio di affordance.

Input/output: Premuto il pulsante si attende che fuoriesca l’aria. Se l’apparecchio funziona correttamente Katia sentirà contemporaneamente il rumore del motore interno all’asciugatore (percezione uditiva) e percepirà il getto d’aria (percezione tattile). In caso di mancato funzionamento Katia non potrà capire la natura del problema dal momento che manca un’interfaccia grafica (display). Il sistema non comunicando il proprio stato, rende difficile capire se si sono verificati errori nel corso dell’interazione (Golfo della valutazione)

Valutazione: Se l’apparecchio funziona Katia avrà raggiunto il suo scopo: avere le mani perfettamente asciutte.


MODELLO B: Asciugatore elettronico a sensori

Scopo: Asciugarsi le mani.

Intenzione: Avvicinarsi all’apparecchio e trovare il meccanismo per far fuoriuscire l’aria.

Piano d’azione: Considerando che l’apparecchio si presenta privo di un tasto di attivazione, Katia si trova in difficoltà.
Katia non si scoraggia e comincia a toccare l’apparecchio ovunque per trovare una soluzione. Ci riuscirà?
Si tratta di un tipico esempio di distanza semantica poiché il sistema non rende immediatamente percepibile all’utente la modalità di funzionamento (Golfo dell’esecuzione).
Dopo qualche tentativo Katia capisce il funzionamento: casualmente mettendo le mani nella parte
inferiore dell’apparecchio dotato di sensori si attiva il meccanismo.

Input/output: Se l’apparecchio funziona correttamente, come nella situazione precedente, Katia sentirà contemporaneamente il rumore del motore interno all’asciugatore (percezione uditiva) e percepirà il getto d’aria (percezione tattile). In caso di mancato funzionamento Katia non potrà capire la natura del problema dal momento che manca un’interfaccia grafica (display). Il sistema non comunicando il proprio stato, rende difficile capire se si sono verificati errori nel corso dell’interazione (Golfo della valutazione).

Valutazione: Se l’apparecchio funziona Katia avrà raggiunto il suo scopo.


MODELLO C: Dispenser elettronico a sensori

Scopo: Asciugarsi le mani.

Intenzione: Avvicinarsi all’apparecchio e far uscire una porzione di stoffa pulita.

Piano d’azione: Anche in questa situazione l’apparecchio è privo di un tasto d’accensione, ma rispetto agli altri due modelli rilascia stoffa anziché il getto d’aria. Katia istintivamente è portata a tirare verso di sé la porzione di stoffa senza però ottenere il risultato sperato. Il sistema, sprovvisto di qualsiasi indicazione d’uso, non chiarisce quale sia l’utilizzo corretto dello stesso. Anche in questo ultimo esempio si può parlare di distanza semantica (Golfo dell’esecuzione).
Dopo numerosi tentativi Katia capisce che l’apparecchio rilascia la porzione di stoffa pulita solo posizionando le mani frontalmente rispetto ad esso, dove sono collocati i sensori.

Input/output: Se l’apparecchio funziona correttamente rilascerà immediatamente la porzione di stoffa, in caso contrario Katia non riuscirà a risalire alla causa del problema.
Anche questo modello evoluto di “asciugamani” è sprovvisto di un’interfaccia grafica che potrebbe chiarire se il mancato funzionamento è dovuto a:
Scorretta posizione delle mani
Inceppamento del meccanismo interno di riciclo della stoffa
Esaurimento stoffa pulita
Sensori fuori uso

Valutazione: Se l’apparecchio rilascia la stoffa Katia avrà raggiunto il suo scopo.

P.S. e se proprio non volete rischiare….ecco un metodo per avere sempre la soluzione a portata di mano






Gruppo Cr@zy_Mind

Arru Caterina
Canessa Gloria
Davoli Sebastiano
Marzano Valentina
Palomba Laura
Piredda Mauro
Serra Paola

domenica 22 aprile 2007


GRUPPO CREACTIVITY


PROGETTO DI VERIFICA FUNZIONALE


OBBIETTIVO: FARE UNA FOTO CON UN CELLULARE LG L343i E METTERLA SULLO SFONDO


FASE DI ESECUZIONE


INTENZIONE

SCATTARE UNA FOTO E METTERLA SULLO SFONDO DEL MIO NUOVO CELLULARE: MI DEVO ADOPERARE A TAL FINE.


DISTANZA SEMANTICA

Ricerca dell'opzione fotografia nel menu apposito.

Facendo attenzione capisco i tasti in maniera agevole, la lingua italiana facilita la comprensione dunque questa distanza è piuttosto limitata.

Se aspetto troppo senza far niente (10 secondi) il display torna automaticamente alla “home” del telefono


AZIONE


mi muovo in vista dell'obiettivo finale.


  • Prendo il cellulare

  • lo apro (è a “conchiglia”)

  • ne esamino i tasti, cerco il menu che mi permetta di fare la fotografia

  • vado su: MENU, FOTOCAMERA, OK


DISTANZA REFERENZIALE

inizialmente IGNORO IL TASTO FUNZIONE, NON LO USO.


Possibili motivazioni:

  • disattenzione verso i simboli stampati sui tasti

  • poca intelligenza? :)


eppure è ben visibile....



ESECUZIONE

Scatto la fotografia con un OK ULTERIORE MA:


FASE DI VALUTAZIONE


PERCEZIONE

la foto è mossa


INTERPRETAZIONE

non va bene come sfondo del telefonino


VALUTAZIONE

decido di farne un'altra migliore e ripeto l'operazione, stavolta piu velocemente


AZIONE ULTERIORE: mettere sullo sfondo l'immagine prescelta


  • premo tasto ALBUM

  • scorro all'indietro (l'ultima immagine scattata non è dunque in prima posizione: difetto)

  • scelgo l'ultima foto con OPZIONI

  • scorro il menu fino a IMPOSTA COME SFONDO


DISTANZA INTER-REFERENZIALE

INESISTENTE


NEL COMPLESSO IL TELEFONO FUNZIONA BENE, CONSIDERANDO CHE NON HO LETTO LE ISTRUZIONI ED HO CERCATO DI FARE TUTTE LE OPERAZIONI DA AUTODIDATTA, LASCIANDO APPOSITAMENTE LA SOGLIA DELL'ATTENZIONE A LIVELLI MEDIO-BASSI.

GRUPPO CREACTIVITY

stefania
CODA
stefania
PODDA
mariafrancesca
SARAIS
virginia
SECHI
mariarossella
SERRA
paolo
SOLETTA

motto: eundum est ad meliora.

martedì 17 aprile 2007

Guerra al lettore MP3



Per la prima attività di gruppo abbiamo deciso di far ascoltare una canzone ad Elena, per la prima volta alle prese con un lettore Mp3 :-)
Lo scopo prefissato è ascoltare “Bambino nel tempo” di Eros Ramazzotti, brano contenuto insieme ad altri nel lettore Mp3 di Laura. L’operazione ha comportato qualche difficoltà.
Infatti, si è subito potuta rilevare una distanza semantica: l’accensione non è stata immediata e pochi secondi dopo il lettore Mp3 si è spento. Questo ha permesso di constatare che il ciclo dell’azione non segue un andamento lineare e talvolta è necessario ripartire daccapo per raggiungere il proprio scopo. Infatti, dopo lo spegnimento, Elena ha dovuto riaccendere il lettore Mp3 e procedere casualmente alla ricerca del tasto giusto per ascoltare il brano prescelto dal momento che il display non dava indicazioni precise a tal proposito . Quindi, intuitivamente ha premuto il tasto destro per scorrere i brani (quello esatto!!!), ma non ha trovato subito il brano di Ramazzotti (obiettivo raggiunto dopo 4 tentativi) e il colore del display che cambiava man mano che scorrevano i brani (arancione, giallo, verde, viola) ha prodotto un lieve disorientamento ma si è proseguito fino alla ricerca della canzone prescelta. Una distanza referenziale è rappresentata dalla predisposizione dei comandi, non immediatamente chiara e il cui uso – soltanto grazie ad un po’ di fortuna – non è stato eccessivamente problematico. Elena, non accontentandosi della semplice ricerca del brano ha anche voluto ascoltarlo. Dopo aver preso un paio di cuffie ed essere riuscita ad inserirle senza problemi (operazione piuttosto semplice!) si è accorta che il volume era basso per consentire l’ascolto e non è stato semplice trovare il tasto giusto per riuscire ad alzarlo (obiettivo raggiunto dopo due tentativi e nuova distanza referenziale). Il lettore Mp3 è quindi uno strumento solo apparentemente facile da utilizzare; comunque - seppure con qualche difficoltà - Elena è finalmente riuscita ad ascoltare “Bambino nel tempo” (valutazione)!

lunedì 16 aprile 2007

Sempre di palmare si tratta!



Palmare di prima generazione: impossibile perdere la comanda, tuttalpiù si rischia di confondere una comanda con la successiva. L'input avviene con una semplice bic, l'output è vocale. Problemi di ricezione se il destinatario perde l'udito temporaneamente ma, in ogni caso, il feedback è immediato e si può comunicare a gesti.

Non prendetevela col gruppo ma con me: questa è una libera iniziativa. In realtà è solo il pretesto per inserire foto e far notare come si è passati velocemente da un sistema prevalentemente scritto e orale ad un sistema di comunicazione a distanza (seppur relativa) senza fili e contemporanea. Ogni tecnologia ha i suoi problemi: se da una parte col passaggio al digitale si superano i disagi dovuti al primo sistema, dall'altra nascono nuovi problemi e intoppi dovuti alle specifiche caratteristiche del palmare.

A cambiare è anche ciò che deve fare il cameriere: se prima doveva andare avanti e indietro per depositare le comande ed eventualmente chiarire cosa avesse scritto, ora si libera da questa incombenza ma rimane l'incertezza sulla ricezione dell'ordinazione.

Se ho detto baggianate, perdonatemi!

venerdì 13 aprile 2007

Francesca vs. Samsung digital player



Le interfacce sorridenti, come primo esperimento collettivo, hanno sondato le difficoltà di Francesca durante il suo primo approccio con il lettore mp3 di Monica. L’obiettivo prefisso era quello di registrare e riascoltare la propria voce. Missione semplice solo in apparenza!
Il primo ostacolo è stato trovare il pulsante d’accensione: nessun tasto on/off, ma un minuscolo tasto play/pause a lato dell’apparecchio, da tenere premuto per alcuni secondi e individuato solo dopo alcuni minuti proprio perché assolutamente poco evidente.
Dopo il fallimento di un primo tentativo (cercare la funzione registra nel menù principale dando per scontato che sul menu possano esserci racchiuse tutte le funzioni di uno stesso apparecchio) – e con grande stupore – Francesca si è resa conto che anche la funzione Rec non faceva parte del menu, ma si attivava con un altro tasto minuscolo accanto al pulsante del play. Come aggravante, il display si spegneva dopo pochi secondi di esitazione, dando l’impressione che il lettore stesso fosse spento.
Anche dopo aver finalmente registrato la propria voce, Francesca si è trovata davanti il display spento senza essere sicura che la registrazione fosse andata a buon fine: per accertarsene è stato necessario tornare al menù principale, dove – dopo una serie di passaggi – è riuscita a riascoltare il file.



SCOPO: accendere il lettore mp3 e registrare la propria voce.
distanza semantica: tasto di accensione non facilmente individuabile.
Il perché del Gap: mi aspetto di accendere l’mp3 usando un tasto ben visibile (come di solito accade) e invece devo andare alla ricerca del pulsante nascosto (e che ufficialmente serve per un’altra funzione) quello del play.

AZIONE: Francesca pianifica di entrare nel menù, cercare la funzione Rec, registrare e riascoltare.
1° distanza referenziale: la funzione Rec si attiva invece da un apposito tasto che si trova al lato dell’apparecchio.
Il perché del Gap: mi aspetto che per tutte le funzioni dell’mp3 esista un comando apposito all’interno del menu, invece quest’unica funzione oltre ad essere completamente autonoma è anche poco visibile, nascosta tra i vari piccoli pulsanti esterni.
2° distanza referenziale: solo successivamente è necessario rientrare nel menù per verificare che la registrazione sia andata a buon fine.
Il perché del Gap: mi aspetto che finita la registrazione il monitor mi mostri immediatamente il buon esito della mia azione. Invece il monitor addirittura si spegne e non comunica nulla, anzi sembra quasi essersi spento a causa di batterie scariche. Per essere certi del buon esito della propria azione è dunque necessario andare alla ricerca all’interno del menu del file che contiene tutte le registrazioni.

VALUTAZIONE: Francesca, dopo essere incorsa in varie difficoltà sia nell’accensione che nell’individuazione del comando che cercava, non ha potuto avere un’immediata conferma della registrazione del file fino a quando non ha avuto l’idea di accedere nuovamente al menù. L’obbiettivo quindi è stato raggiunto, ma con diverse difficoltà.

Esercizi, lavori di gruppo e presentazioni: un ottimo lavoro.




QUASAR GROUP: analisi di un palmare per la ristorazione




Scopo: prendere le prenotazioni ai tavoli in un locale e inviare la comanda al bancone, alla cassa, e/o alla cucina.
Piano d’azione: la cameriera va al tavolo (ogni cameriera ha un palmare con sé che comunica tramite rete radio interna al locale e funziona a batterie);
chiede ai clienti cosa desiderano bere e/o mangiare;
La ricerca dell'articolo avviene cliccado nella categoria. Per ogni articolo è possibile specificare la quantità o il peso, la priorità di preparazione ed aggiungere eventuali variazioni.L'inserimento dei dati è facile ed intuitivo grazie alla interfaccia touch screen.
la cameriera clicca sul touch screen del suo palmare le ordinazioni (sul cui menù sono già elencate tutte le bevande e i cibi disponibili).

Intenzione: l’intenzione di questa azione è quella di organizzare il lavoro e ottimizzare il tempo: infatti questa tecnologia supera il vecchio sistema delle “comande” cartacee e permette ai colleghi del bancone e della cucina di organizzare il proprio lavoro in tempo reale e di coordinare il lavoro di camerieri, cuochi, baristi e cassiere.

INPUT: la cameriera con una sola azione (cioè con il medesimo invio) inoltra più informazioni verso luoghi diversi (cucina, cassa, bancone bar).

Valutazione: il cameriere non sa mai con assoluta certezza se la comanda sia pervenuta correttamente al sistema centrale (cassa) e alle due periferiche (bancone bar e cucina). Non sa quindi se ha raggiunto il suo scopo, anche se le probabilità che l’invio fallisca sono molto basse (esempio un gap di sistema).
Il palmare, subito dopo l’invio, visualizza un messaggio di notifica di corretto invio. La cameriera ha così la certezza di aver effettuato tutte le operazioni correttamente. Tuttavia potrebbero verificarsi dei problemi nella ricezione del messaggio (ad esempio, potrebbe essere finito il rotolo della carta giornale che stampa la comanda nei due output periferici, bancone bar e cucina).
Questo è un classico caso di Distanza inter referenziale: il luogo dell'input è distante dal luogo dell'output.
Non esistono problemi sostanziali riguardo l'uso dello strumento in sè: il menù del palmare è intuitivo e chiaro (non esiste distanza semantica).
GRUPPO: QUASAR
Antonella Sassu
Stefania Spezziga
Ivana Marroni
Luisella Scanu
Silvia Desogus
Raffaela Ulgheri

Gruppo VirtualOthers - Lettore MP3-USB Acer

LETTORE MP3 ACER: Una sfida alla pazienza!

Oggetto: Lettore mp3 (ACER )
Scopo: Ascoltare un file mp3
Intenzione: scegliere una traccia audio

  • FASE DELL’ESECUZIONE

    INTENZIONE (cosa intendo fare per raggiungere uno scopo): ascoltare un file mp3

    Distanza semantica: Non si riesce a formulare correttamente un piano d’azione perché non si arriva ad immaginare che un solo tasto abbia tante funzioni (c’è una cattiva visibilità).
    L’oggetto non suggerisce immediatamente come deve essere utilizzato. L’oggetto non consiglia come poter raggiungere lo scopo “ascoltare un file mp3 (è prima necessario leggere attentamente il libretto delle istruzioni o passare al piano dell’azione procedendo per tentativi ed errori).

    AZIONE (quali azioni devo fare per raggiungere lo scopo):

    - Prendo la pennina;
    - accendo mp3 con il tasto frontale con il simbolo del play; - il lettore mi indirizza direttamente all’ultima canzone che stavo ascoltando; - per cercare la cartella X schiaccio la levetta in alto a sinistra spingendo verso il basso con forza (devo fare attenzione a non sostare la levetta a destra o a sinistra); - L’mp3 mi porta alla cartella principale schiacciando sulla cartella principale mi visualizza la lista delle cartelle (la grafica mi permette di vedere una cartella alla volta); - Seleziono la cartella che mi interessa;
    - Un disegno di una cartella con una barra accanto mi dovrebbe far capire che sono dentro la cartella; - a questo punto verrebbe naturale continuare a schiacciare la levetta in basso per visualizzare la lista delle canzoni contenute all’interno della cartella ma in realtà schiacciando la levetta ti riporta indietro di un passaggio…. Il procedimento corretto è schiacciare play; - Sono dentro la cartella e scorro le canzoni spostando la levetta a destra o a sinistra. - Con la stessa levetta una volta acceso il lettore si dovrebbe poter essere reindirizzati al menu principale ma pigiandola con un’intensità e un’angolazione differenti.

    Distanza referenziale: Nel video è ripreso l’intero processo d’azione da compiere per raggiungere la meta “ascoltare un file mp3 nella cartella musica”. Come si desume il procedimento per raggiungere lo scopo è troppo macchinoso e poco intuitivo. La distanza sta nella difficoltà di compiere materialmente l’azione: il procedimento è troppo complesso, è difficile ricordare i passaggi, è faticoso regolare/capire la giusta intensità della pressione del dito sulla levetta.
  • FASE DELLA VALUTAZIONE

    Distanza inter-referenziale. Non c’è distanza: il feedback è immediato anche se non completo ed esaustivo.

    Distanza referenziale: Come si desume il procedimento per raggiungere lo scopo è troppo macchinoso e poco intuitivo. La distanza sta nella difficoltà di compiere materialmente l’azione: il procedimento è troppo complesso, è difficile ricordare i passaggi, è faticoso regolare/capire la giusta intensità della pressione del dito sulla levetta.

    Distanza semantica: Nel caso del lettore mp3 non si riesce a formulare correttamente un piano d’azione perché con la sola intenzione non si arriva ad immaginare che un unico tasto abbia tante funzioni (c’è una cattiva visibilità).
    L’oggetto non suggerisce immediatamente come deve essere utilizzato. L’oggetto non consiglia come poter raggiungere lo scopo “ascoltare il file mp3 ‘nella cartella musica1” (è prima necessario leggere attentamente il libretto delle istruzioni o passare al piano dell’azione procedendo per tentativi ed errori).

Gruppo VirtualOthers

Gruppo VirtualOthers

Componenti:
Arca Sedda Nicoletta
Mameli Erika
Manca Maria Gavina
Meloni Claudio
Pinna Valerio Alessio
Scarpa Paola
Simula Sara

Nome Da definire

laura palomba
gloria canessa
sebastiano davoli
mauro piredda
paola serra
caterina arru
valentina marzano

Gruppo Le Bloggherine

Elena Angiargiu
Laura Casu
Luana Chighine
Francesca Mameli

Le interfacce sorridenti

Ciao a tutti!
Abbiamo deciso di chiamare il nostro gruppo "Le interfacce sorridenti". Il gruppo è composto da:

Monica Gesu
Francesca Nonis
Francesca Carboni
Chiara Meloni
Raffaella Salaris
Patrizia Marini
Genziana Murgia

Quel maledetto T9.....

Searching Design

OBIETTIVO

Giovanna vuole mandare un messaggio

INTENZIONE

Il suo cellulare è scarico è costretta ad utilizare quello di Elisa

AZIONI

  1. Prendere il nuovo telefono
  2. Togliere il blocco tasti
  3. Premere sul tasto crea messaggio
  4. Inserire la foto
  5. Aggiungere testo con t9
  6. Inviare al destinatario

ESECUZIONE

Invio e ricezione del messaggio

Argomentazione dei punti sopra indicati

Prendere il cellulare, nessun problema...

I guai non tardano ad arrivare nel momento in cui Giovanna si accinge a sbloccare la tastiera (ci tenta per ben 5 volte), la causa non è solamente attribuibile alla sua mancata perspicacia, ma ad un problema di identificazione tasti, dovuto alla grandezza del pulsante "asterisco" (*). Nonostante nello schermo compaiano le istruzioni per sbloccare, il tempo che intercorre tra la lettura e lo lo svolgimento dell'azione è troppo lento per il risultato finale; questo crea due tipi di distanze: una semantica e una referenziale.

Una volta sbloccato, si presenta il problema di dover selezionare l'opzione messaggi che viene per ben tre volte confusa con quella della rubrica; non c'è nessuna difficoltà invece per la selezione del destinatario.

Nella selezione della foto Giovanna ha dovuto optare per la scelta di due memorie a lei sconosciute (telefono e memory card).

Nella stesura del testo gli ostacoli sono dovuti principalmente alla mancata conoscenza del T9 e dell'eccessiva vicinanza dei tasti, infatti quello dello spazio risulta troppo vicino a quello per salvare l'MMS; in alcuni fasi dell'azione si riscontra una distanza cognitiva.

VALUTAZIONE

Nel complesso nonostante qualche difficoltà la valutazione è buona, poichè risulta assente la distanza tra "voluto e ottenuto", ciò è dimostrato anche dalla verificata ricezione dell'MMS (output) del destinatario.

Elisa Campus, Elisabetta Poeta, Elisa Imperio, Giuditta Serra, Maria Giovanna Dessì, Giovanni Gavino Fois.

Searching Design

Elisa Campus, Giuditta Serra, Elisabetta Poeta, MariaGiovanna Dessì, Elisa Imperio, Giovanni Gavino Fois

mercoledì 11 aprile 2007

Ecco un primo video di ispirazione

In questa pagina potrai trovare altri video di ispirazione:

http://www.youtube.com/watch?v=b146_atvG4g

Come pubblicare un immagine...



Postare una immagine nel blog è molto semplice.
Dalla pagina per modificare i post è possibile cliccare sull'icona delle "immagini" e aggiungere una immagine presente nel proprio PC.

Come pubblicare un video...


1. individuare il video che si vuole pubblicare sul blog nel sito di YouTube (www.youtube.com).
2. selezionare il testo dentro la casella Embed e copiarlo negli appunti (digitando CTRL+C).
3. Incolla il testo salvato negli appunti (digitando CTRL+V) all'interno della sezione posting/modifica post/modifica html


Come partecipare al Blog...

Questo blog ha bisogno del tuo contributo per sopravvivere.
E' uno spazio in cui ognuno può pubblicare immagini, video, frammenti di testo, pensieri e qualsiasi altra cosa ti viene in mente che pensi possa essere di aiuto per i tuoi colleghi del corso di Design di Ambienti Tecnologici per la Comunicazione.
Collegati spesso al web perchè oltre al materiale dei tuoi colleghi di tanto in tanto pubblicheremo delle risorse che potrebbero esserti utili per lo svolgimento degli esercizi, per il tuo progetto o semplicemente per accrescere il tuo bagaglio personale di conoscenze necessarie per essere un buon designer dell'interazione.


Come partecipare attivamente al blog:

1. Scrivi una mail a interazione2007@gmail.com con oggetto [DACT - Iscrizione blog].
2. Ti sarà inviata una mail con l'invito per partecipare come autore del blog.
3. Clicca sul link che trovi nella mail. Segui passo per passo le istruzioni che il sistema ti fornisce e senza neanche accorgertene (sarebbe meglio di sì) diventarai uno degli autori.

°° Per ogni tipo di problema manda una mail a interazione2007@gmail.com. Cercheremo di risponderti il prima possibile. °°

Benvenuto

Ciao a tutti
benvenuto/a nel sito del Corso di Design di Ambienti Tecnologici per la Comunicazione.
Per cominciare la lista degli strumenti on-line che verranno utilizzati durante il corso.

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